N.P.

18 maggio 2026 10:52

combo lapresse

L'Italia alza l'asticella del confronto con l'Ue e insiste: la deroga al Patto di stabilità prevista per la difesa va estesa anche alle spese per la crisi energetica o l'attivazione del programma Safe da parte dell'Italia è a rischio. Giorgia Meloni stavolta lo ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata alla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen. Un gesto che segna un punto nella dialettica interna all'Europa, figlia anche delle pressioni tutte interne al governo Meloni e della prossima scadenza del taglio sulle accise. Capiamo meglio il senso della richiesta di Meloni.Meloni in pressingMeloni da settimane chiede la deroga al Patto di stabilità, stavolta però lo ha scritto formalmente. Con la crisi iraniana lontana dalla fine e i prezzi dell'energia costantemente alle stelle, per il governo italiano "sarebbe molto difficile spiegare all'opinione pubblica un eventuale ricorso al programma Safe". A meno che la National Escape Clause - ovvero la deroga al Patto - concordata da Bruxelles per la difesa non sia estesa anche a una crisi che, rimarca Meloni, oggi è una priorità per l'intero continente.Non è solo una questione formale, ma segna un punto fermo nella discussione. Meloni mette per la prima volta, per iscritto appunto, che l'Italia rischia seriamente di non attivare il programma Safe, che per la Commissione è un passaggio cruciale nella costruzione dell'autonomia strategica dell'Ue. Il rischio è quello di uno scontro aperto con l'esecutivo europeo, è già arrivato un "No".La missiva di Meloni, inoltre, risponde alle tensioni emerse in questi giorni nel governo sull'attivazione dei contratti per la difesa previsti dal programma. Solo tre giorni fa il ministro della Difesa Guido Crosetto spiegava di aver scritto ben due volte al ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per capire come muoversi, essendo necessario il via libera del ministero dell'Economia.L'estensione della deroga al Patto prevista per la difesa permetterebbe al governo di poter utilizzare parte dei 14.9 miliardi assegnati da Safe per la crisi energetica. La proroga del taglio alle accise scade il 22 maggio. L'Italia, non essendo uscita dalla procedura di infrazione, ha margini fiscali vicini allo zero. Senza la sponda dell'Ue per Meloni l'ultima manovra prima delle elezioni rischia di trasformarsi in un boomerang.La partita resta difficilissima, vista anche la posizione contraria della Germania. Mentre Francia e Grecia chiedono un qualcosa di sensibilmente diverso: fare nuovo debito comune per affrontare gli effetti della crisi energetica. Da qui a giugno, quando i 27 leader torneranno a riunirsi a Bruxelles, l'Italia dovrà giocare di sponda anche con gli altri big dell'Europa.Il programma SafeSafe è lo strumento dell'Ue che fornisce prestiti fino a 150 miliardi di euro per aiutare gli Stati membri ad aumentare rapidamente e in modo significativo gli investimenti nel settore della difesa mediante appalti comuni.I prestiti, a lungo termine e a prezzi competitivi, dovranno essere rimborsati. Per l'Italia l'importo massimo del prestito è di 14,9 miliardi.Salvini scavalca MeloniSe meloni sceglie le vie istituzionali e le comunicazioni formali, c'è chi tra i suoi alleati insiste e si lancia oltre. Matteo Salvini, intervenendo a Radio 24, punta in alto: "Il buon senso vorrebbe che la Commissione Europea ci permettesse di spendere anche per le bollette e l'energia quello che ci permetterebbe di spendere per le armi. E' chiaro che se, per assurdo, ci dicessero 'no, fermate il Paese perché non vi permettiamo di spendere i soldi che avete trovato', noi li spenderemo lo stesso, quei soldi. Che facciamo, blocchiamo l'Italia perché ci sono vincoli europei che, in questo momento, con due guerre in corso, sono assolutamente da rivedere?".