La richiesta italiana è stata formalizzata, ma la risposta di Bruxelles resta negativa.
La premier, Giorgia Meloni, ha scritto una lettera alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per chiedere di estendere la National Escape Clause (la clausola di salvaguardia nazionale già prevista per le spese della difesa) anche agli interventi straordinari contro il caro energia.
Il tutto accompagnato da una velata forma di do ut des: senza flessibilità diventerebbe molto difficile «spiegare all’opinione pubblica un eventuale ricorso italiano al programma Safe» per appalti congiunti in difesa.
Alla base c’è un ragionamento politico molto semplice: se Bruxelles considera la sicurezza militare una priorità tale da consentire maggiore deficit, allora dovrebbe riconoscere lo stesso principio anche alla sicurezza energetica.
Specialmente in «una circostanza eccezionale» come quella attuale, in cui le tensioni nello Stretto di Hormuz spingono al rialzo petrolio, gas e inflazione.











