Da giovedì 4 giugno in tutti i computer del Parlamento europeo non si userà più Google come motore di ricerca predefinito, ma Qwant, che è stato sviluppato da un’azienda francese nel 2013. La notizia è stata anticipata dal sito di notizie Politico, che ha visto un’e-mail mandata ad alcuni funzionari. Nell’e-mail si dice che la decisione è in linea con «l’impegno del Parlamento a favore della sovranità digitale e della protezione dei dati personali degli utenti». Qwant non sarà l’unico motore di ricerca permesso: gli utenti potranno comunque utilizzare motori di ricerca concorrenti o modificare le impostazioni predefinite.

Da alcuni mesi in Europa si discute di come ridurre la dipendenza dalla tecnologia statunitense: un’esigenza diventata sempre più centrale visto l’atteggiamento imprevedibile del presidente statunitense Donald Trump nei confronti dell’Unione Europea. Mercoledì tra l’altro la Commissione ha presentato lo European Technological Sovereignty Package, una serie di proposte per rafforzare la capacità europea nei settori dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e della tecnologia cloud.

Qwant è un motore di ricerca pensato per evitare il tracciamento degli utenti o la raccolta dei dati personali, diversamente da come fa Google. In questi anni tra l’altro Google è stata multata in più occasioni dalle autorità europee per abuso di posizione dominante.