Il segnale parte da Bruxelles durante il Tech Liberation Day, il pacchetto di misure della Commissione Ue per ridurre la dipendenza europea dai giganti tecnologici statunitensi e asiatici, puntando sull'indipendenza digitale nei settori chiave
Dal oggi, 4 giugno 2026, Qwant diventa il motore di ricerca predefinito sui browser Microsoft Edge e Mozilla Firefox usati dal Parlamento europeo. Non è un blocco di Google e non è nemmeno una migrazione obbligatoria: deputati, assistenti e personale amministrativo potranno ancora scegliere un altro motore di ricerca. È più che altro un messaggio politico e simbolico: l’istituzione europea vuole ridurre la propria dipendenza da strumenti digitali non europei e dare spazio a servizi costruiti nel perimetro dell’Unione, con una maggiore attenzione alla privacy.Un primo, piccolissimo, tassello del pacchetto per la sovranità tecnologica europea, presentato mercoledì a Bruxelles dalla Commissione Ue e ribattezzato da alcuni sostenitori (con definizione decisamente trumpista) «Tech Liberation Day». Una pacchetto molto ampio che contiene il Chips Act 2.0, il Cloud and AI Development Act, una nuova strategia sull’open source e una roadmap per digitalizzazione e AI nel settore energetico. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la capacità europea in semiconduttori, AI, cloud e software aperto, riducendo dipendenze strutturali da fornitori extra-Ue. Meno attacco alle Big Tech Usa, più sostegno alle imprese e alle risorse del Vecchio Continente, dicendola molto in sintesi. Negli appalti pubblici più sensibili, Bruxelles introdurrà requisiti di sovranità per i servizi cloud e AI: dati sotto controllo europeo, infrastrutture più verificabili, minore esposizione a norme straniere come il Cloud Act americano.










