L'operatore francese diventa motore di default per gli eurodeputati. Come funziona l'alternativa Ue ai colossi Usa
Addio Google, benvenuto Qwant. Da oggi il Parlamento europeo cambia motore di ricerca e prova a lanciare la corsa del piccolo operatore francese al posto del colosso americano. Non si tratta di una delle tante normative che l’Assemblea di Strasburgo discute con effetti sui cittadini/consumatori Ue, ma di un’iniziativa interna. A partire dal 4 giugno, eurodeputati, assistenti e funzionari del Parlamento troveranno impostato come motore di ricerca di default Qwant, un piccolo ma interessante operatore nato in Francia. Una chiara sfida al predominio di Google, capace in due decenni di diventare per miliardi di persone sinonimo di ricerca online, tanto da dare forma al verbo che indica quell’azione per antonomasia. La scelta, che tecnicamente è solo un’indicazione – ciascuno potrà poi tornare a un motore diverso da quello preimpostato – ha un chiaro sapore politico. Punta infatti a sostenere operatori tecnologici che proteggano nel modo più rigoroso i dati personali degli utenti – ombra sull’operato di Google, e al contempo a far crescere imprese europee del settore, contrastando lo strapotere dei colossi americani. Come scrivono le stesse autorità di Strasburgo in un’email interna agli eurodeputati intercettata da Politico, il cambiamento viene promosso «in linea con l’impegno del Parlamento per la sovranità digitale e la protezione dei dati personali degli utenti».










