Scenari

Da leader a follower: il divario delle fabbriche italiane con l’Europa è enorme

S&P Global Ratings "certifica" lo stato deficitario della nostra capacità produttiva, ormai scesa al penultimo posto

Da anni si dibatte della crisi dell'automotive italiano. Il nostro Paese, un tempo capace di esprimere numeri da primi della classe, rischia seriamente di sparire dalla mappa industriale europea del settore. Certo, c'è qualche segnale di ripresa per le nuove produzioni a Mirafiori (Fiat 500 ibrida) e Melfi (Jeep Compass), così come speranze per il futuro (il progetto E-Car di Stellantis per Pomigliano), ma – come Quattroruote segnala da tempo – i nodi sul tavolo sono molteplici e non bastano Ferrari e Lamborghini a sgombrare il cielo dalle fosche nubi che aleggiano sulla "Fabbrica Italia". È sempre più urgente una strategia industriale che curi mali ormai cronici e dal conto pesantissimo. Per capirlo, bastano i dati sulla sovraccapacità produttiva.