Se si scorrono gli annunci immobiliari degli appartamenti in vendita o in affitto a Torino ci si accorge in fretta che i costi sono molto più bassi rispetto a quelli di altre grandi città italiane come Milano, Roma, Firenze, Bologna, Napoli e Bari ma anche rispetto ad alcune città di medie dimensioni del Nord, come Padova o Bergamo. Secondo Immobiliare.it a Torino i prezzi per gli affitti sono in media intorno ai 12 euro al metro quadro, contro i 22,8 di Milano, che dista meno di un’ora di treno; per quanto riguarda le vendite a Torino il prezzo medio al metro quadro è di 2.223 euro, mentre a Milano di 5.653.

È un’anomalia di cui si discute da tempo e che si spiega con una serie di ragioni storiche ed economiche. Infatti, dalla fine degli anni Novanta, Torino ha smesso di essere una città attrattiva ed è stata, per molti anni, soprattutto un posto da cui andarsene.

Che Torino non abbia avuto la stessa crescita immobiliare di altre città italiane può sembrare sorprendente. È la quarta città del paese per popolazione, è stata la prima capitale d’Italia e, nel secondo dopoguerra, fu uno dei principali poli industriali europei grazie all’azienda automobilistica Fiat, che aveva il suo centro produttivo a Mirafiori. Per decenni Torino fu una “one company town”: una città in cui gran parte dell’economia e dell’occupazione dipendevano da una sola grande azienda. Negli anni Settanta superò il milione di abitanti ed era considerata una delle città più importanti del paese.