L’annuncio di una nuova filosofia di progettazione di chip per l’AI da parte di Huawei segna un ulteriore passo verso il decoupling di Pechino dalle tecnologie occidentali che rischiano di rimanere prigioniere delle loro limitazioni strutturali. L’opinione di Andrea Monti, docente incaricato di identità digitale, privacy e cybersecurity nell’università di Roma-Sapienza
I media occidentali stanno rilanciando con un certo strepito il recente annuncio di Nvidia sulla prossima disponibilità di RTX Spark, un superchip nativo installato su personal computer e portatili di nuova generazione per far funzionare “in locale” – cioè senza necessariamente dipendere da servizi esterni – modelli AI e in particolare i LLM, quelli che interagiscono con e tramite il linguaggio.
L’annuncio di Nvidia è orientato ad espandere la propria presenza, già fortissima nel settore dei processori ad alte prestazioni destinate a Big Tech, anche nel mercato della produzione di hardware “da scaffale”. Questo è il modo in cui l’azienda di Huang riuscirebbe ad espandere ulteriormente il controllo su parti sostanziali della filiera dell’AI, attraendo anche chi opera nella parte operativa dell’ecosistema e non solo chi lo costruisce.















