Secondo Nicklas Berild Lundblad, che ha guidato le policy di Google, Stripe e DeepMind, la concorrenza nel campo dell’Ai non è determinata solo dall’innovazione, ma dalla capacità di modificare e assorbire quelli che sono i freni ad innovare, cioè i limiti di computazione, energia e talenti.

Questa “capacità di assorbimento”, come la definisce Berild Lundblad, fa sì che i chip Blackwell di Nvidia, che dimezzano i tempi di addestramento dell’Ai, stiano andando a ruba tra gli hyperscaler statunitensi.

La velocità è senz’altro un vantaggio fondamentale ma dipende dal controllo sia della potenza di calcolo che dell’energia.