Dietro il polverone e il fascino tutto social di una intercettazione non autorizzata non c’è nulla di nuovo. Il video in cui il deputato-investigatore svelerebbe le intenzioni di Schifani niente aggiunge a quanto è stato già rivelato dai media – in particolare dal Giornale di Sicilia – durante le concitate giornate che hanno preceduto l’ordinanza del Cga che ha rimesso la spiaggia di Mondello nelle mani della Italo Belga.Il punto è che Renato Schifani, il presidente della Regione, non ha mai nascosto di essere contrario a un provvedimento di revoca della concessione emesso in tempi così stretti, a ridosso della stagione estiva. È una posizione emersa nelle cronache, fin dall’inizio della vicenda che risale a fine febbraio. E qui di seguito per semplicità riportiamo lo stralcio di un articolo uscito all’indomani della sentenza del Cga nel quale il presidente ha preso pubblicamente le distanze dalla strategia amministrativa e giudiziaria dell’assessore e quindi anche del dirigente Rino Beringheli.«Le sentenze si rispettano, anche quando non ci convincono», aveva detto Schifani il 22 maggio. E poi aveva fatto sapere di «non aver mai condiviso la strategia della Savarino. Il nodo – si legge nell’articolo uscito il 23 maggio sul Giornale di Sicilia - è legato soprattutto alla tempistica: quando l’assessore anticipò l’intenzione di varare il decreto che azzerava la concessione - era l’inizio di febbraio - il presidente manifestò perplessità sul fatto che a pochi mesi dall’inizio dell’estate si potesse sostituire la Italo Belga (tesi poi sostenuta pure dal Cga). E suggerì riservatamente di meditare ancora un po’ ed eventualmente cacciare la Italo Belga a giugno, quando poi il prevedibile ricorso al Tar non avrebbe potuto far altro che salvare la stagione ormai avviata e spostare all’autunno tutte le decisioni, sia giudiziarie che politiche. Secondo Palazzo d’Orleans, la Savarino invece ha optato per la revoca facendo pubblicare un decreto che non sarebbe stato prima sottoposto al presidente».Tutto pubblico, tutto leggibile sui quotidiani senza spiare dalla serratura di un numero di telefono.E senza sollevare dubbi. Ciò che resta è la frattura politica fra il presidente e l’assessore. Che si aggiunge alle altre maturate per diversi motivi all’interno della maggioranza. Ma questo è un altro tema. E anche questo è pubblico, per cercare di capire non ci sarà bisogno di rubare una conversazione alla buvette.