Firenze, 3 giugno 2026 – Un discorso postato sui canali ufficiali della Fiorentina nella primissima mattina di mercoledì e che in poche ore ha avuto decine di migliaia di visualizzazioni: il presidente della Fiorentina Giuseppe Commisso guarda negli occhi la città e i tifosi e parla al loro cuore. Giacca gessata e cravatta, Commisso parla alla scrivania e va subito al sodo: “Nel momento più difficile ci siamo rialzati. E questo grazie ai nostri tifosi, che sono l’anima e il cuore di questa società”. Non è facile per Giuseppe Commisso riavvolgere il nastro di questa stagione. Non solo i risultati sportivi hanno fatto temere il disastro della retrocessione.
Il ricordo del padre
“Questa è stata la stagione in cui mio padre se n’è andato – dice ricordando Rocco Commisso, la cui scomparsa rimane una ferita difficilmente rimarginabile nel collettivo viola – Dobbiamo prendere il dolore di questa stagione, trarne insegnamento e usarlo per costruire un futuro più forte. Lo dobbiamo ai nostri tifosi. Lo dobbiamo a questa città. E lo dobbiamo a tutti coloro che hanno lavorato per la Fiorentina con amore e sacrificio”.
"Stagione da non misurare con i numeri”
Una stagione che Commisso non vuole misurare semplicemente con i numeri. "Ci sono stagioni che si misurano con la classifica, e ci sono stagioni che si misurano con il cuore - ha aggiunto il numero uno del club viola -. Questa stagione ha messo alla prova la nostra pazienza, il nostro orgoglio e la nostra unità. Sappiamo molto bene che la Fiorentina deve avere standard più alti, prestazioni più forti e ambizioni degne della storia di questo club. Ma anche in una stagione di sofferenza, c'è una verità che deve essere detta chiaramente: questo club non si è abbandonato. Ha continuato a lavorare. Ha continuato a credere. E nel momento più difficile, ha trovato la forza di rialzarsi".






