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19 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 12:30
Se n’è andato da lontano, nella sua America, con l’omaggio dei tifosi che alla fine gli hanno voluto davvero bene, e un regalo sul campo anche della squadra, che l’aveva fatto soffrire di recente. Con l’addio di Rocco Commisso si capiscono tante cose della Fiorentina, che prima non si potevano raccontare apertamente, per rispetto della persona e di dati medici sensibili. Le sue condizioni erano ormai note da tempo nell’ambiente, si sapeva che non sarebbe più tornato in Italia. Questo distacco è stato un fattore probabilmente decisivo nel tracollo della squadra: già dopo la morte di Joe Barone, il braccio operativo di Commisso, il club era rimasto senza la figura di riferimento a livello gestionale; la lontananza anche del proprietario, ormai impossibilitato a seguire da vicino la sua creatura, ha fatto il resto. La Fiorentina negli ultimi tempi aveva dato proprio l’impressione di essere una barca alla deriva, senza più timoniere. Magari l’affetto per il presidente scomparso contribuirà a destare la squadra, che già aveva dato segnali di risveglio nelle ultime giornate, e dare la sterzata definitiva al campionato, come si è visto anche a Bologna.














