Firenze e la Fiorentina si sono svegliate questa mattina nel peggiore dei modi. La notizia della morte del presidente Rocco Commisso ha colpito al cuore l’intera piazza viola. La scomparsa del patron rappresenta però, purtroppo, solo l’ultimo di una serie di dolori che hanno segnato in profondità la storia recente della Fiorentina, quasi un filo invisibile di tragedie e paure che negli ultimi anni ha accompagnato il cammino del club.
Il pensiero corre inevitabilmente a quel tragico 4 marzo 2018, una data che Firenze non potrà mai dimenticare. Prima della sfida contro l’Udinese, Davide Astori perse la vita nel sonno, stroncato da un arresto cardiaco nella sua stanza d’albergo. Un fulmine a ciel sereno che lasciò senza parole non solo il mondo viola, ma l’intero calcio italiano, unito in un silenzio irreale e in un dolore composto, ancora oggi difficile da raccontare.
Ma il destino, negli anni successivi, non ha smesso di colpire. A marzo 2024 la Fiorentina e la sua gente hanno dovuto affrontare un’altra perdita devastante: quella di Joe Barone. Direttore generale, amico fraterno ma anche braccio destro di Commisso e uomo simbolo della rinascita viola, il compianto dg si è spento dopo aver lottato tre giorni fra la vita e la morte a causa di un malore occorso mentre la squadra si trovava in ritiro alla vigilia del match con l'Atalanta. Una figura centrale, ogni giorno al fianco della squadra e onnipresente al Viola Park, un’assenza che ha lasciato un vuoto profondo non solo a livello dirigenziale, ma anche umano.










