È sempre più frequente trovare sui banchi delle pasticcerie dei piccoli dolci che assomigliano molto fedelmente a un frutto e hanno il gusto di quel frutto. Viene chiamata “frutta realistica” e i video e le foto che la mostrano sono molto popolari sui social: non solo per la precisione e la fedeltà con cui è realizzata ma anche per l’effetto dato dalle differenti consistenze degli strati di cui è composta.

A far conoscere la frutta realistica è stato soprattutto Cédric Grolet, un pasticciere francese che dirige la pasticceria dell’hotel a cinque stelle Le Meurice, a Parigi, e che negli anni ha vinto diversi premi internazionali. Nel 2016 Grolet cominciò a pubblicare su Instagram video in cui mostrava la preparazione di dessert che riproducevano in modo molto realistico l’aspetto di frutti e altri alimenti (anche vaniglia o arachidi) con l’effetto del trompe l’oeil (in francese, inganno dell’occhio): un termine nato nella pittura che è stato adottato anche in altri ambiti, compresa la cucina, per indicare piatti progettati per sembrare qualcosa di diverso da ciò che sono.

I video di Grolet diventarono virali rapidamente, perché costruiti in un modo particolarmente adatto ai social: alternano inquadrature molto ravvicinate sugli ingredienti ad altre più ampie in cui si vede il pasticciere al lavoro. Nei video compaiono impasti molto grandi, frutta dai colori brillanti, creme lucide e gesti enfatizzati: impasti schiacciati sul banco, glasse versate lentamente, coltelli che tagliano dessert perfettamente simmetrici.