La Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo (BERS), che investe nelle economie emergenti dell’Europa centrale e orientale, dell’Asia centrale, del Medio Oriente e del Nord Africa, ha rivisto al ribasso le previsioni di crescita per le sue regioni, citando l’escalation del conflitto in Medio Oriente come una delle principali fonti di perturbazione economica.
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Nel suo ultimo rapporto Regional Economic Prospects, intitolato «Strai(gh)t talk», la BERS prevede per le sue regioni una crescita aggregata del 3,1% nel 2026, in calo rispetto al 3,4% del 2025 e inferiore di 0,5 punti percentuali rispetto alla previsione pubblicata a febbraio.
La crescita dovrebbe risalire al 3,6% nel 2027, anche se questa previsione è anch’essa leggermente inferiore a quanto stimato in precedenza.
Secondo il rapporto, l’aumento dei prezzi di petrolio e gas, le interruzioni del traffico marittimo nello stretto di Hormuz e il crescente divario tra i costi dell’energia in Europa e negli Stati Uniti hanno indebolito la competitività e rallentato la dinamica economica in molti Paesi.













