Roma, 21 maggio 2026 – La nuova crisi energetica innescata dal conflitto in Medio Oriente rallenta l’economia dell’Unione europea, riaccende l’inflazione e aumenta la pressione sui conti pubblici degli Stati membri, secondo le Previsioni economiche di primavera 2026 presentate giovedì 21 maggio dalla Commissione UE.

Nel documento, Bruxelles rivede al ribasso la crescita dell’Unione europea e dell’area euro rispetto alle stime d’autunno, indicando nello shock dei prezzi dell’energia il principale fattore di deterioramento del quadro macroeconomico. Nel presentare i risultati, il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis, ha parlato di un “grado eccezionalmente elevato di incertezza” legato all’evoluzione del conflitto innescato lo scorso 28 febbraio dagli attacchi lanciati da Stati Uniti e Israele contro l’Iran che hanno portato alla chiusura da parte di Teheran dello Stretto di Hormuz, braccio di mare che collega il Golfo Persico al Mare dell’Oman da cui transita circa il 20% delle forniture di petrolio e gas a livello globale, oltre a fertilizzanti e altre materie prime.

Come sottolineato dalla Commissione, prima della fine di febbraio, l’economia dell’UE era attesa in espansione moderata, accompagnata da un’ulteriore discesa dell’inflazione. L’esplosione della crisi ha però modificato in modo sostanziale lo scenario. Secondo la Commissione, l’inflazione ha iniziato a risalire poche settimane dopo l’inizio del conflitto, spinta dal forte aumento delle materie prime energetiche, mentre l’attività economica ha perso slancio. Bruxelles prevede un miglioramento solo parziale nel 2027, e soltanto nell’ipotesi di un allentamento delle tensioni sui mercati dell’energia.