In Facce piene di pugni (Minerva) curato da Loredana Macchietti Minà, moglie del Gianni che fu per tutta la vita confessore e amico di quella stella ribelle, viene fuori la figura del grande sportivo. Mai vinto, spesso allegro, vittima dello stereotipo di chi lo voleva sempre arrabbiato col mondoOra che i campioni mondiali di boxe sono troppi e sconosciuti, ora che Messi flirta con Trump, torna in mente Muhammad Ali: lui prima nero, poi pugile e americano, faro dei diritti civili e di uno sport più giusto. Sono passati dieci anni dalla sua scomparsa (3 giugno 2016), e questo è il racconto di chi lo conosceva bene. L’occasione è il libro Facce piene di pugni (Minerva) curato da Loredana Macchietti Minà, moglie del Gianni che fu per tutta la vita confessore e amico di quella stella ribellPer continuare a leggere questo articoloSei già abbonato?Giuseppe Smorto
Il mai vinto Muhammad Ali, i due tempi del campione con la lente di Gianni Minà
In Facce piene di pugni (Minerva) curato da Loredana Macchietti Minà, moglie del Gianni che fu per tutta la vita confessore e amico di quella stella ribelle, viene fuori la figura del grande sportivo. Mai vinto, spesso allegro, vittima dello stereotipo di chi lo voleva sempre arrabbiato col mondo
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