«Non puoi non diventare amico di un pugile con cui hai diviso la bellezza di 45 round». Così Nino Benvenuti, che se n’è andato ieri dopo una lunga malattia, raccontò anni fa a Emanuela Audisio quanto fosse piena la sua amicizia con Emile Griffith. E bastano quelle parole per dire tutto di quel ragazzo istriano che, per dirla con Gianni Minà, fu «il primo italiano nella primavera del ’67 a tenere desta per un’intera notte la nazione per un evento che si svolgeva dall’altra parte dell’oceano, a New York, annullando le sei ore di differenza oraria con l’entusiasmo per la sua vittoria sul ring del Madison Square Garden».
Benvenuti e Griffith, i pugni dolorosi e la grande amicizia: «Uomo di una gentilezza straordinaria»
Impazzì l’Italia intera, per quelle botte che si scambiarono i due pugili. «Griffith è stata una benedizione dal cielo, un regalo che solo la boxe ti può fare»











