Nel luglio del 1989 erano passati 22 anni da quella magica notte del 1967, da quando Nino Benvenuti aveva tenuto incollati 18 milioni di italiani alla radio per il primo epico match della trilogia con Emile Griffith. E ne erano passati 56 da quando Primo Carnera aveva conquistato il titolo mondiale dei pesi massimi mettendo ko Jack Sharkey. Il pugilato era cambiato, la società era cambiata, erano cambiati anche gli italiani d’America, non più con quel velo di tristezza per la patria lontana ma ormai perfettamente integrati nel tessuto sociale. Una cosa non era cambiata. La difficoltà degli italiani di andare in America e prendersi il titolo mondiale. Tre in tutto. Dopo Carnera e Benvenuti solo Gianfranco Rosi, poi il nulla.
Oliva: “Benvenuti era l’eleganza, ha portato nella boxe bellezza e cultura”
di Luigi Panella
21 Maggio 2025
Rosi: “Quando gli americani mi chiamarono come vittima sacrificale”











