"Lascia un grande vuoto nel pugilato". Così Francesco Damiani, ex campione del mondo dei pesi massimi, ricorda Nino Benvenuti, l’ex campione olimpico e mondiale morto oggi a 87 anni. "Era una grande persona, da bambino lo guardavo sempre e i primi ricordi che ho della boxe sono proprio gli incontri di Nino che vedevo con mio padre – aggiunge Damiani -. Era un eroe degli anni '60, l'idolo di una generazione. Ho avuto la fortuna di conoscerlo quando ho intrapreso la carriera da pugile, come nella Coppa del Mondo a Roma, quando lui era ospite della Federazione e io un dilettante: ci premiò e ci fece i complimenti, lo ricordo ancora adesso". E ancora: “Eravamo tutti molto orgogliosi di Benvenuti - unico pugile italiano ad aver detenuto il titolo mondiale unanimemente riconosciuto di due categorie di peso, medi e superwelter - lascia un grande vuoto”.
Nino Benvenuti è morto: addio alla leggenda del pugilato italiano
20 Maggio 2025
Oliva: “Il più grande pugile italiano di sempre”
Per Patrizio Oliva la scomparsa di Benvenuti “è una notizia tristissima, sono avvilito. Nino era il più grande pugile italiano di sempre. E' stato il mio faro e la mia luce, mi ha ispirato a boxare in quella maniera. Mi piaceva come persona, era elegante ed aveva un linguaggio forbito. Era un uomo colto in un periodo in cui i pugili non riuscivano a mettere due parole in fila", il pensiero dell'ex campione napoletano, oro olimpico a Mosca 1980 nei superleggeri, che poi racconta anche un episodio particolare: “A 17 anni, quando divenni campione italiano dilettanti a Torino, Nino era presente e, vedendomi combattere, disse ai giornalisti che io ero il suo erede. Ci aveva visto lungo”.










