Dietro ogni pugile c'è una storia che spesso parla di periferie, sacrificio, povertà e desiderio di riscatto. Per questo la boxe, molto prima di essere uno sport, è stata per generazioni uno strumento di emancipazione sociale, una possibilità di trovare disciplina, rispetto e fiducia in sé stessi. È da questa prospettiva che prende forma “Facce piene di pugni. Storie non solo di ring”, il libro inedito di Gianni Minà che sarà presentato lunedì 13 luglio alle 18.30 al Parco Caduti del 19 Luglio 1943 di San Lorenzo nell'ambito del Festival del Cinema di San Lorenzo. All'incontro parteciperanno Loredana Macchietti, che ha curato il volume, Maurizio Paradiso e Paolo, allenatore della Palestra Popolare San Lorenzo, una realtà che quotidianamente utilizza lo sport come strumento educativo e di inclusione sociale.
Il libro recupera un progetto che Minà aveva concepito oltre quarant'anni fa partendo dal materiale raccolto durante la realizzazione della sua celebre Storia della boxe per Rai Due. Ma l'opera va ben oltre il racconto dei grandi incontri e dei campioni entrati nella leggenda. Nelle pagine di Facce piene di pugni la boxe diventa infatti uno specchio della società. Il ring è il luogo in cui si intrecciano povertà, emigrazione, discriminazione, ambizione e desiderio di emancipazione. È lo spazio nel quale molti giovani provenienti dai quartieri popolari hanno cercato una possibilità di costruirsi un futuro diverso.







