Gli Usa, che nella tarda serata del 2 giugno avevano messo fuori uso la petroliera Lexie diretta verso l'Iran, hanno condotto "raid difensivi", come affermato dal Comando Centrale, sull'isola di Qeshm, colpendo una torre radio. La risposta di Teheran non si è fatta attendere, pioggia di missili sulle basi statunitensi in Kuwait e il Bahrein, oltre a prendere di mira la nave Panaya. "Abbiamo danneggiato la base della V Flotta Usa", rivendicano i pasdaran. Da Washington la replica è chiara: "Falso. Tutti i loro attacchi sono andati a vuoto". Secondo la tv iraniana, esplosioni sono state inoltre udite in Iraq, e le sirene avrebbero suonato anche in Arabia Saudita. Una situazione che sarebbe esplosa dopo la telefonata di Trump a Netanyahu, con il tycoon che avrebbe cercato in tutti i modi di non far saltare il tavolo delle trattative con l'Iran, già precario, per poi sfogare la sua rabbia: "Sei un pazzo. Senza di me saresti in galera".
Iran, notte di raid nel Golfo: Usa attaccano isola di Qeshm, Teheran risponde con missili alle basi americane in Kuwait e Bahrein
In Iran gli Usa attaccano l'isola di Qeshm, Tehean risponde con missili alle basi americane in Kuwait e Bahrein










