Notte di forte tensione nel Golfo Persico, dove si è registrato un nuovo scambio di attacchi tra Stati Uniti e Iran che rischia di compromettere ulteriormente i fragili tentativi diplomatici in corso. Al centro della crisi ci sono i raid americani sull'isola iraniana di Qeshm e la successiva risposta dei pasdaran contro obiettivi statunitensi e alleati nella regione.
Secondo il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), le forze americane hanno effettuato «attacchi di autodifesa» contro infrastrutture militari iraniane sull'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz, colpendo una struttura utilizzata per il controllo di droni e missili dopo una serie di lanci attribuiti a Teheran. L'azione sarebbe avvenuta all'indomani dell'intercettazione della petroliera "Lexie", diretta verso un porto iraniano e ritenuta in violazione del blocco navale imposto dagli Usa.
La risposta iraniana non si è fatta attendere. I Guardiani della Rivoluzione hanno annunciato di aver lanciato missili e droni contro installazioni militari statunitensi nella regione, compreso il quartier generale della Quinta Flotta americana in Bahrein e obiettivi in Kuwait. Teheran sostiene inoltre di aver colpito la nave "Panaya" come rappresaglia per il danneggiamento di una petroliera iraniana nei pressi dello Stretto di Hormuz.










