Notte ad alta tensione nel Golfo Persico tra le forze armate iraniane e statunitensi.

Gli Usa, che ieri avevano messo fuori uso la petroliera “Lexie” diretta verso l'Iran, hanno condotto «raid difensivi» sull'isola di Qeshm, colpendo una torre radio. Dal canto loro, gli iraniani hanno reagito lanciando missili contro la nave “Panaya” e prendendo di mira il Kuwait (due volte) e il Bahrein. «Abbiamo danneggiato la base della V Flotta Usa», rivendicano i pasdaran. «Falso - risponde Washington - tutti i loro attacchi sono andati a vuoto». Secondo la tv iraniana, esplosioni sono state inoltre udite in Iraq, e le sirene avrebbero suonato anche in Arabia Saudita.

Lo scontro arriva dopo una telefonata di fuoco Trump-Netanyahu per fermare l'escalation di Israele in Libano e l'attacco su Beirut che rischiava di far saltare le trattative con l'Iran. Il tycoon furioso avrebbe definito il premier israeliano «un pazzo», gridandogli, secondo Axios, «Saresti in prigione senza di me, ti odiano tutti!». Scontri e raid nel sud del Paese però non si fermano, così come il lancio di razzi da parte di Hezbollah sul nord di Israele: 13 gli attacchi rivendicati dalla milizia sciita.