ROMA MaIl volume dello scrittore spezzino Marco Ferrari, intitolato ‘Il partigiano che divenne imperatore’ e pubblicato da Laterza, viene presentato a Roma, nella Sala Caduti di Nassirya del Senato. L’iniziativa, comunicata dall’ufficio stampa di Italia Viva, è fissata per oggi, alle 15. All’incontro, oltre all’autore, prendono parte il senatore del Partito democratico Walter Verini, la senatrice e capogruppo di Italia Viva al Senato Raffaella Paita e il senior editor di Laterza Giovanni Carletti. Il libro, giunto alla seconda edizione, unisce saggistica e struttura romanzesca per narrare le vicende di tre antifascisti italiani, reduci dalla guerra di Spagna e scelti dai servizi segreti francesi e britannici per organizzare la resistenza in Etiopia contro l’occupazione fascista. Si tratta di Ilio Barontini, Anton Ukmar e dello spezzino Domenico Bruno Rolla. Il personaggio centrale, nominato vice imperatore d’Abissinia, è proprio Barontini (Cecina, 1890 - Scandicci, 1951). Perseguitato dal regime, fuggì da Livorno nel 1931, operò nella clandestinità del PCd’I a Parigi e in Unione Sovietica, diventando poi nel 1936 l’eroe della battaglia di Guadalajara in Spagna. Scelto a Parigi per una missione rischiosa, Barontini raggiunse le zone della resistenza attraversando Egitto e Sudan con le credenziali di Hailé Selassié impresse su fazzoletti di seta per evitare i controlli. Nell’estate del 1939 fu raggiunto da Ukmar, ex ferroviere sloveno, dall’antifascista arcolano Bruno Rolla, dal colonnello Monnier del Deuxième Bureau francese e dal segretario del Negus Lorenzo Taezaz. I tre italiani coordinarono un esercito mobile di oltre 250mila uomini prima di tornare in Europa. Barontini fu poi deputato alla Costituente e nel 1948 senatore e segretario della commissione Difesa. Morì nel 1951 in un incidente d’auto e fu commemorato nell’aula del Senato dai vertici dello Stato. m. magi