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Aldo Cazzullo e Tommaso Labate
Lo scrittore, magistrato, ex sindaco di Bari ed ex governatore della Puglia: «Il maresciallo Piemontese è il mio alter ego nel romanzo. Elly Schlein può fare la premier»
Michele Emiliano, da che famiglia proviene?«Famiglia di militari. Mio nonno, Michele Emiliano, era maresciallo maggiore del Regio esercito e aveva fatto tre guerre. Libia. La Grande Guerra. Poi la Seconda Guerra mondiale lo sorprese in Albania, dove si occupava di radiocomunicazioni e logistica. Visto che con il solo stipendio dell’esercito non si campava, aveva tirato su un allevamento di polli a Durazzo. Mandava uova e galline tutti i giorni alla famiglia via mare col postale per Bari. Le “uove d’Albania”, con la e, erano ricercate perché meno care. Mio padre da grande non poteva soffrire uova e polli: ne aveva mangiati troppi».
Cosa fece il nonno dopo l’8 settembre?«Finì in Germania in un campo di prigionia dove si fabbricavano gli aerei Messerschmitt, riuscendo nell’impresa di non separarsi dai due figli maggiori, militari di leva. Rifiutarono di andare a Salò. Scelsero di restare nei lager».






