Il mondo si divide sempre di più anche sulla carne. Se ad Amsterdam è stata vietata dal primo maggio qualsiasi pubblicità negli spazi pubblici di hamburger, salumi o pollo arrosto per limitare l’impatto dell’alimentazione sul riscaldamento globale, a Nashville, nel Tennessee, si è appena conclusa Meatstock, la convention di carnivori che considerano le bistecche una medicina. «Parlando tra loro davanti a petto di manzo intinto nel burro e tazze di latte crudo, i presenti hanno condiviso quelle che chiamavano le loro “testimonianze”, descrivendo come credevano che la dieta carnivora avesse guarito una vasta gamma di disturbi, tra cui artrite, malattie mentali e diabete», si legge sulla cronaca del New York Times. È una nicchia di seguaci, ma la loro visione sta guadagnando terreno.

In un video pubblicato qualche settimana fa sul social X, il segretario alla Sanità Robert Kennedy ha affermato che, seguendo un regime carnivoro prescritto dal medico, è riuscito a eliminare quasi completamente il grasso viscerale, cioè quel tipo di grasso (rischioso) che si accumula nell’addome tra gli organi interni. Mentre in molti stati europei si studia ogni alternativa vegetale possibile, oltreoceano le fonti animali sono diventate un pilastro del movimento Make America Healthy Again. E quando Kennedy ha presentato una nuova piramide alimentare, rovesciando quella della dieta mediterranea, la bistecca si è aggiudicata un posto d’onore. Ma dove sta la verità? Che cosa dicono le linee guida nutrizionali, gli studi scientifici? Ecco qualche risposta che si sottrae alle polarizzazioni.