Festeggiamo ottant’anni della Repubblica Italiana, figlia della Resistenza, quindi antifascista ed europeista. Il primo appello alla resistenza armata al nazifascismo venne lanciato su L’Unità Europea il giornale del Movimento Federalista Europeo, fondato da Altiero Spinelli nel 1943, dopo la liberazione da Ventotene, dove nel 1941 aveva scritto il Manifesto per un’Europa libera e unita, elaborato insieme a Ernesto Rossi, Eugenio Colorni, oltre che Ursula Hirschmann e Ada Rossi.

Quella tradizione influenzò l’articolo 11 della Costituzione, richiamato dal Presidente Mattarella nel discorso per la Festa della Repubblica: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.” Senza punti e commi, grazie al federalista Calamandrei, per preservarne l’unitarietà: per evitare la guerra è necessario creare istituzioni giuridiche dotate di potere per risolvere le controversie, ovvero un ordinamento sovranazionale; perciò il ripudio della guerra è direttamente associato alle limitazioni di sovranità verso organizzazioni internazionali al fine di garantire la pace.