“La Repubblica nacque da un corale e sincero esercizio di democrazia. Ne fu protagonista il popolo italiano che affluì con straordinaria partecipazione e compostezza ai seggi, per la scelta dell’ordinamento dello Stato e l’elezione dell’Assemblea costituente. Ne furono protagoniste, in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d’Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell’anno e per le consultazioni del 2 giugno”. Così nel primo messaggio in occasione della festa della Repubblica, il presidente Sergio Mattarella, rivolgendosi ai Prefetti, ha voluto ricordare il voto referendario che sancì il passaggio, dopo gli anni bui delle guerre, da Monarchia e Repubblica.
Il voto del popolo, ha specificato il Capo dello Stato, segnò “dopo il ventennio fascista, la tragedia bellica, la lotta di Liberazione” una “svolta nella storia del Paese“, ponendo le basi per edificare “sulle solide fondamenta della Costituzione, un nuovo patto civile, ispirato ai principi di libertà, uguaglianza e solidarietà, spinto da una intensa sete di pace”.
Fu in questo momento di transizione che, ha ricordato ancora Mattarella, “il libero esercizio del voto fu di nuovo garantito, ripristinando dopo anni – con l’operoso contributo delle Prefetture e delle altre istituzioni – il funzionamento della complessa macchina elettorale”. Per questo, si legge ancora nel messaggio, oggi la comunità nazionale, ricordando quei “momenti fondativi”, “rinnova la sua convinta adesione agli ideali repubblicani, proiettati nell’orizzonte europeo.










