In un messaggio inviato ai prefetti d’Italia, il capo di Stato ha insistito sul carattere popolare di quell'avvenimento storico. La Repubblica, ha scritto, nacque da un “corale e sincero esercizio di democrazia”, con gli italiani che affluirono ai seggi con “straordinaria partecipazione e compostezza”. Ne furono protagoniste “in particolare, le donne, chiamate per la prima volta alle urne nella storia d'Italia, per le elezioni amministrative nel corso di quell'anno e per le consultazioni del 2 giugno”.Nel suo messaggio, il capo dello Stato ha portato poi la riflessione sul presente. In una fase in cui “le tensioni internazionali” si riflettono sempre di più sulla vita quotidiana dei cittadini, generando “preoccupazioni e insicurezze”, Mattarella ha indicato come compito permanente della Repubblica quello di “consolidare l’architettura della fiducia tra istituzioni e cittadini”. Una fiducia che passa dalla “partecipazione democratica”, dalla “capacità di ascolto dei pubblici uffici” e da una “presenza concreta dello Stato” nei territori. Perché, ha concluso, “i valori della Costituzione vivono nell’azione di quanti si pongono al servizio della collettività”.
2 giugno, Mattarella: "Fu una svolta storica. In una fase di tensioni e insicurezze, la Repubblica ha il compito di consolidare la fiducia tra istituzioni e cittadini"
In un messaggio inviato ai prefetti d’Italia, il capo di Stato ha insistito sul carattere popolare di quell'avvenimento storico, dell'importanza del voto alle d










