ROVIGO - Dietro al risiko politico che da settimane agita il centrodestra rodigino, lunedì sera si sarebbe consumato un passaggio delicatissimo negli equilibri della maggioranza che sostiene il sindaco Valeria Cittadin. Un faccia a faccia che, secondo le voci insistenti circolate ieri negli ambienti politici cittadini, avrebbe visto presentarsi dal sindaco due dei principali riferimenti di Fratelli d'Italia: il consigliere regionale Valeria Mantovan e il senatore Bartolomeo Amidei, coordinatore provinciale del partito.
LA PROPOSTA Sul tavolo sarebbe stata avanzata una proposta politica complessiva per ridisegnare parte degli assetti amministrativi e rafforzare la tenuta della maggioranza in consiglio comunale. Il nodo di partenza resta il posto lasciato vacante in giunta da Giuliana Bregolin, entrata a Palazzo Nodari con la lista civica del sindaco. Ed è proprio lì che sarebbe stato proposto l'ingresso di Ezio Conchi, storico esponente del centrodestra rodigino ed ex vicesindaco ai tempi di Bruno Piva. Un nome che, almeno formalmente, oggi non siede tra i banchi della maggioranza ma che garantirebbe un consigliere in più a sostegno dell'esecutivo. LE PARTECIPATE Il ragionamento però, sempre secondo il retroscena politico che circola con insistenza, non si sarebbe fermato all'assessorato. Nel pacchetto sarebbe rientrato anche l'ex assessore Matteo Zangirolami, silurato mesi fa proprio dal sindaco dopo una permanenza lampo in giunta. Per lui si sarebbe aperta l'ipotesi della presidenza di Interporto. E poi il capitolo Aniello Piscopo, capogruppo di Fratelli d'Italia, indicato da tempo come possibile nome per Polaris.Voci che in realtà da settimane rimbalzavano nei corridoi della politica rodigina, ma che lunedì avrebbero assunto una forma ben più concreta, tanto da essere discusse direttamente con il sindaco. Un'iniziativa che, secondo altre indiscrezioni, non sarebbe stata condivisa preventivamente con il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia. E proprio qui si sarebbe consumato lo strappo. Valeria Cittadin avrebbe respinto con decisione la proposta, in un confronto definito da più parti tutt'altro che disteso. Ed è in questo contesto che assume un significato ben preciso la nota diffusa ieri da Aniello Piscopo. Non una "excusatio non petita", dunque, ma una presa di posizione che arriva proprio mentre il suo nome viene tirato dentro ai retroscena sulle nomine. IL CAPOGRUPPO «Più volte ho dato la mia disponibilità afferma Piscopo sia per l'esperienza di anni di politica amministrativa sia per l'incontestato consenso elettorale». Ma subito dopo arriva la stoccata: «Ogni volta che si trattano argomenti di questo genere si apre un vero e proprio stato di fibrillazione e un vero e proprio mercato non consono e lontano dal mio modo di vedere la politica. Ritengo che un'azienda pubblica o privata debba essere condotta con i migliori uomini che la politica e la società possano mettere in campo e debba essere lontana dai soliti giochetti del dare e avere». Fino alla chiusura definitiva: «Essendo venuto a conoscenza che la mia persona è coinvolta in un vero e proprio baratto del do ut des, comunico fin da ora che non sono assolutamente interessato e ritiro totalmente la mia disponibilità in qualsiasi ruolo apicale di qualsiasi cda».







