Nel 1974, il tema della prima Giornata Mondiale dell’Ambiente fu “Una sola Terra”. La scelta aveva un doppio significato: una-sola-Terra perché non abbiamo altri pianeti a disposizione da consumare (e quindi da rispettare); e una-sola-Terra perché tutto il mondo è interconnesso e ciò che avremmo visto anni dopo con la crisi climatica, il Covid, le guerre e la geopolitica – con relative conseguenze umanitarie, sanitarie ed economiche – ce lo ha costantemente ricordato. Quest’anno, invece, il tema della giornata voluta dall’Onu per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle questioni ambientali e che, da 52 anni, si celebra ogni 5 giugno sarà Climate action. Come a dire: muoviamoci per il clima. È provando a unire la prima e la prossima Giornata Mondiale dell’Ambiente che abbiamo scelto “NOI” come tema del Festival di Green&Blue di quest’anno che si svolgerà a Milano dal 4 al 6 giugno al Museo Nazionale Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci.

“Noi” ha una triplice valenza.

1. Le persone. Siamo tutti responsabili, e non colpevoli, del presente e del futuro del Pianeta. Ogni azione conta. E può cambiare un domani che non è affatto scontato e disastroso. Lo dimostra un celebre caso ambientale del passato: la chiusura del buco dell’ozono, certificata nel 2025 e che alla fine dello scorso secolo è stato il sinonimo di crisi climatica, come oggi lo è il riscaldamento globale. Un’azione, nello specifico il Protocollo di Montreal che mise al bando i gas CFC, responsabili del buco dell’ozono, ha consentito di vincere una sfida che sembrava impossibile.