Viene celebrata in tutto il mondo il 5 giugno. Ogni anno un tema diverso. Ora il focus è sul cambiamento climatico e su come ognuno di noi può contribuire a contenere quello già in atto

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Sarebbe arrivato. Lo dicono da anni. Il cambiamento climatico lo abbiamo immaginato nel nostro futuro. Una minaccia per i nostri figli, per la sopravvivenza sul (e del) nostro pianeta. Era lontano, comunque non troppo vicino. Poi sono arrivate le estati che trasformano le città in forni. I fiumi che esondano, le montagne senza neve, le foreste che bruciano, le grandinate fuori stagione che devastano i raccolti. Gli animali che si estinguono in un disperato conto alla rovescia che passa dai rinoceronti ai coleottori, i panda e gli elfanti. Il 5 giugno, come ogni anno, il mondo (oggi con oltre cento Paesi) celebra la Giornata mondiale dell'Ambiente. Lo fa dal 1972, anno della Conferenza di Stoccolma, in cui viene adottata la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull'ambiente, conosciuta come la dichiarazione di Stoccolma che definisce i 26 princìpi sui diritti e le responsabilità dell'uomo in relazione all'ambiente. È passato oltre mezzo secolo, 54 anni per l'esattezza. Ogni anno un luogo diverso da cui inviare un messaggio e ogni anno un focus, un tema, un'attenzione specifica su un particolare aspetto di un unico problema. Il clima, la plastica, l'inquinamento, gli animali in estinzione, lo scioglimento dei ghiacci. La nostra vita, in buona sostanza. Quest'anno la Giornata mondiale dell'Ambiente 2026 sarà ospitata dall'Azerbaigian, con l'evento ufficiale a Baku. Il tema scelto dall'Unep Programma delle Nazioni Unite per l'ambiente è "Inspired by Nature. For Climate. For Our Future" cioè "Ispirati dalla Natura. Per il Clima. Per il nostro Futuro". Il cambiamento climatico e un invito ad agire ora per ridurre le emissioni, proteggere gli ecosistemi e accelerare la transizione verso modelli economici più sostenibili. "Sostenibilità", "Transizione" sono parole ormai entrate nel nostro vocabolario quotidiano, ma anche una leva strategica fondamentale e inevitabile per le aziende. Nella sua declinazione con l'aggettivo "energetica" o "ecologica" ha reso urgente quello che avevamo spostato forse un po' troppo in là. La questione climatica invia segnali: innalzamento del livello del mare, incendi devastanti, ondate di calore, scioglimento dei ghiacciai. Ma non riguarda più solo gli ambientalisti. Riguarda gli agricoltori che vedono i raccolti andare in fumo. Le famiglie costrette ad accendere il condizionatore sempre prima e sempre più a lungo. Riguarda sindaci e governatori costretti a fare i conti con eventi meterologici fino a poco tempo fa considerati eccezionali. Inondazioni improvvise. Temporali violenti. Temperature bollenti. Riguarda noi e il nostro vivere quotidiano. "Avevamo detto che 1,5 °C era il limite - sollecita il sito ufficiale della Giornata mondiale dell'Ambiente worldenvironmentday.com - Lo stiamo superando. Per decenni, il mondo ha sentito parlare di cambiamento climatico: avvertimenti, obiettivi, scadenze lontane. Troppo spesso, la risposta si è persa nel rumore di fondo: ritardi, distrazioni, negazionismo". Ma qualcosa sta cambiando. In meglio. E questa sembra davvero una notizia. "Ora ascoltiamo con più attenzione. Sotto il rumore, un altro segnale si sta levando: pannelli solari si estendono sui tetti. Le turbine eoliche costellano l'orizzonte. Le città vengono riprogettate a misura d'uomo. Le foreste rimboschite. Le soluzioni per il clima stanno prendendo piede in ogni angolo del pianeta".