di
Edoardo Vigna
Per il settimo anno consecutivo il quotidiano (in formato digitale e online) esce di colore verde. Nel frattempo al Teatro Franco Parenti di Milano cominciano le due giornate dell'evento della redazione di Pianeta 2030: tra gli ospiti la scrittrice Margaret Atwood e lo scienziato del clima Ed Hawkins
La prima preoccupazione di chi si occupa di clima è di spiegare perché è diverso dal meteo. La differenza fra pioggia, vento o sole oggi e le piogge, i soli e i venti, messi insieme, nel lungo periodo. Medie e tendenze globali, lungo i decenni. Oggi meteo e clima sembrano coincidere. L’estate sta arrivando e il caldo brucia già (qualche giorno che fa eccezione). Questo nostro 2026 si annuncia come uno dei più bollenti di sempre, dopo il triennio 2023-2025, che ha stabilito il caldo più estremo registrato nella storia moderna, e il 2024 che ha battuto ogni record come anno “più rovente”. Secondo l’Organizzazione Meteorologica mondiale, poi, il ’27 è già candidato a diventare il futuro inferno, trainato da un forte ritorno di El Niño, il fenomeno climatico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell’Oceano Pacifico con potenti ripercussioni in tutto il globo. In questo quadro, la crisi di Hormuz ci ha aperto gli occhi. Se il mondo non è più quello di prima, e la geopolitica si mostra volubile come i leader che la abitano, la dipendenza energetica diventa servitù. E allora, l’ha detto bene il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin: «Bisogna arrivare a far crescere le energie proprie: oggi dipendiamo all’80% dagli altri Paesi. Così ogni fruscio determina un aumento del prezzo». La soluzione prima, e più pronta, è una spinta forte sull’acceleratore delle rinnovabili. Vento, sole: con pannelli fotovoltaici e pale eoliche messi insieme, in Italia si superano già i 43 gigawatt di potenza. Più di un quinto di tutta l’elettricità che consumiamo in un anno tra case, uffici e industrie: le vecchie fonti fossili, carbone e gas, sono superate. Secondo Irena, l’Agenzia Internazionale per le Energie Rinnovabili, i sistemi energetici odierni sono strutturalmente impreparati ad affrontare gli obiettivi climatici, ma la sua roadmap prevede che con l’elettrificazione – la trasformazione che guiderà la transizione – la quota di idrocarburi possa scendere dall’80% attuale al 50 nel 2035 e al 20 nel 2050.
















