Ancora due giorni e il 4 giugno al Museo della Scienza e Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano si accenderanno i riflettori sulla nuova edizione del Green&Blue Festival, il laboratorio del nostro futuro. La parola chiave di questa edizione – “NOI” – e la domanda che porremo agli oltre cento speaker coinvolti – "cosa possiamo fare, insieme, per il pianeta?» – sono chiare: siamo tutti protagonisti della sostenibilità. La sfida climatica non prevede spettatori, ma attori chiamati a fare ciascuno la propria parte in un’opera corale.

Il Festival comincerà con uno sguardo internazionale sulla scienza “pura”: faremo il punto sulla situazione attuale e sulle prospettive per il futuro con Michael Oppenheimer, tra i più eminenti climatologi al mondo, ricercatore di punta a Princeton e firma storica dei rapporti IPCC. Alla sua voce si affiancheranno quelle di Kate Marvel, la fisica che ha appena rassegnato le sue dimissioni dalla Nasa in risposta alle politiche di Trump, di Glenn Albrecht, il filosofo australiano padre del concetto di “solastalgia”, ovvero il disagio emotivo causato dai cambiamenti distruttivi dell’ambiente in cui si vive ("la nostalgia di casa pur essendo ancora a casa»), e di Kumi Naidoo, leader delle lotte per i diritti umani ed ex direttore internazionale di Greenpeace. E ancora: ospiteremo Carlo Buontempo, direttore scientifico del Copernicus Climate Change Service; Giulio Boccaletti, direttore scientifico del Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici; Enrico Giovannini, economista, statistico e accademico, e i Tyler Prize (la massima onorificenza scientifica nel campo del clima) Toby Kiers e Andy Haines, premiati rispettivamente per le ricerche sulla capacità dei funghi di assorbire la CO2 e per lo studio del legame tra salute e inquinamento.