Nelle redazioni sta ormai emergendo una priorità strategica fondamentale: l'audience engagement, la necessità di coinvolgere gli utenti-lettori più che fissarsi unicamente sulla reach, sulla massa da raggiungere. Eppure, questa priorità si diluisce, trova poca applicazione nella pratica editoriale, non viene perseguita o non lo è come dovrebbe.

Strategia e pratica: non sempre alla medesima andatura

Solo il 32% delle redazioni a livello internazionale può vantare un allineamento sufficiente fra strategia e pratica, il 42% gode di una comunicazione adeguata fra i vari livelli dell'organizzazione ma poi le decisioni quotidiane non ne vengono influenzate, mentre il restante 25% naviga a vista guidato dalla copertura quotidiana delle notizie, senza tenere conto delle altre priorità. È uno dei quattro gap che influenzano la formazione delle redazioni del futuro secondo il Future newsroom study 2026 di Ft Strategies e Wan-Ifra, l'associazione mondiale degli editori di notizie, frutto di sondaggi in 448 redazioni di 86 paesi, oltre che di interviste con vari esperti del settore.

Evoluzione frenata da 4 gap

Quello appena esposto è stato chiamato «Strategy gap», ma non è l'unico. Lo studio, infatti, individua anche un «Audience trust gap», un «Capability gap», e uno «Skills gap». Il concetto è: una volta studiato come le redazioni nel mondo si stanno adattando in risposta alle sfide poste dall'IA, dai cambiamenti nei comportamenti del pubblico e dalle crescenti pressioni commerciali, si può determinare quali siano le differenze fra chi performa meglio e chi peggio. La ricerca sottolinea come molte organizzazioni fatichino a passare da un modello tradizionale basato sulla scala dei prodotti e sulla distribuzione a uno incentrato sui bisogni degli utenti, fatto di relazioni con l'audience, community e giornalismo distintivo.