Chi scrive le notizie? Chi le legge? Ieri, la risposta era ovvia: giornalisti e lettori. Oggi non più: a scrivere sono sempre più gli agenti d’intelligenza artificiale, gli stessi che divorano più informazioni possibile per rispondere alle richieste dei lettori, spesso altri bot. Il giornalismo è investito dalle trasformazioni tecnologiche da sempre, ma è soltanto negli ultimi decenni che il cambiamento è diventato sistemico, una tempesta dopo l’altra: internet, social media, lo spostamento dell’informazione dal testo all’immagine e ora, la presenza di chatbot basati sull’Ai generativa come ChatGpt, Claude, Gemini. Cosa diventerà la professione in un mondo dove un reporter di Fortune, usando il motore di ricerca conversazionale Perplexity, ha prodotto 600 articoli in sei mesi, senza che nessuno se ne accorgesse? Dove le nuove generazioni apprendono le notizie su TikTok, Instagram e YouTube? Lo abbiamo chiesto a un pioniere delle sinergie tra media e Ai. Americano di origini portoghesi, Francesco Marconi è ricercatore al Mit, docente alla Columbia Univeristy e fondatore di AppliedXL, società che sviluppa sistemi informativi in tempo reale. È stato responsabile dell’innovazione al Wall Street Journal e all’Associated Press ed è autore di Newsmakers: Artificial Intelligence and the Future of Journalism (Columbia University Press) e del recente The Science of First (Axl Press).