«Pensi che in futuro un’intelligenza artificiale possa sostituire la figura del giornalista?». Risponde Chatgpt: «L’intelligenza artificiale può già svolgere diversi compiti giornalistici. Tuttavia, sostituire completamente la figura del giornalista umano è un’ipotesi più complessa». Si tratta di uno screen da una conversazione avuta con Chatgpt avuta a maggio 2024 e usato come prologo della tesi di Silvia Isola - studentessa del corso di Laurea in Scienze Umanistiche all’università di Genova. La tesi «AI-nformazione, l’algoritmo del giornalista 4.0. Come un uso etico dell'intelligenza artificiale può trasformare il giornalismo» parla di una «rivoluzione in divenire», una riflessione premiata dal centro Pestelli sugli studi sul Giornalismo per l’elaborato su un tema centrale, «di opportunità e di rischi».

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I dubbi sono anche espressi dall’ordine nazionale dei giornalisti: «Intelligenza artificiale, sogno, realtà o incubo del giornalismo?», riportava nel 2023 Alessia Pizzi, consulente progetto “Osservatorio sul giornalismo digitale”. Antonio Rossano, coordinatore del progetto, nel Report del 2025 riporta le parole del Presidente dell’Ordine, Carlo Bartoli, che nel 2023 ha inaugurato il progetto: «Va osservata e capita l’intelligenza artificiale che si sta affacciando nelle redazioni e ben presto sarà disponibile a chiunque voglia elaborare testi di carattere giornalistico. Ci sono nuove creature nell’universo digitale che vanno monitorate in quanto, come accaduto per i social media, diventano estensioni della realtà quotidiana, con interazioni a tutti i livelli. Certamente deve valere la regola universale per il mondo digitale: non possono essere le piattaforme a decidere chi è giornalista e chi no».