Il viaggio prima dell’alba da Villapiana a Scanzano passato a litigare per lo stipendio mai pagato e per gli straordinari nemmeno riconosciuti. I toni che si alzano. Le minacce. E il ritorno all’ora di pranzo interrotto alla stazione di servizio Ip di Amendolara, sulla statale 106 che attraversa la provincia di Cosenza. La benzina sparata dentro l’abitacolo, il fuoco appiccato con l’accendino. Le portiere bloccate mentre dentro il fumo nero riempie tutti gli spazi e brucia i polmoni. Un rogo in cui lunedì sono morti, probabilmente asfissiati, tre uomini afgani e un pachistano, lavoratori agricoli nella raccolta delle fragole. Esiste un video del momento della tragedia, ieri l’ha rilanciato sui social anche il governatore della Calabria Roberto Occhiuto.

C’È UN SUPERSTITE, Taj Mohammad Alamyar, classe 1991, afgano pure lui. Ha ustioni sulle braccia e sulla schiena, è scappato dal bagagliaio abbassando il sedile posteriore. E ci sono due fermati dalla procura di Castrovillari per omicidio plurimo aggravato, si sanno solo i nomi con cui si facevano chiamare: Alì e Bat.

Taj Mohammad Alamyar

Lavoratori delle campagne, pachistani di origine e, secondo gli inquirenti, caporali. Tutte le mattine, con il loro minivan, andavano a Villapiana a prendere «i colleghi» per portarli nei campi. La polizia li ha presi lunedì sera a Villapiana. Ci sarebbe anche un altro scampato, sempre afghano, che lunedì non è andato a lavorare, e questo probabilmente gli ha salvato la vita.