Combinazione di sostenibilità e originalità, per ripensare all’industria del marmo, preservando il valore della pietra e regalando bellezza agli scarti.

È infarcita di questa forza creativa B&Y, la startup innovativa fondata da Vincenzo Gurrado, 32 anni, che trasforma gli scarti lapidei in malte sostenibili e compatibili con le nuove tecnologie di stampa 3D, per dar vita a progetti di architettura e design sia di dimensioni contenute a che monumentali. B e Y sta per blu e giallo (blu e yellow), due colori che quando provano a confondersi formano il verde, il colore della sostenibilità; ma che richiamano anche i colori di Gravina, terra di pietra e storia.

L’idea è nata dopo più di una riflessione. «Intanto, lo scarto di produzione nell’industria lapidea - spiega Gurrado - può arrivare fino al 75 per cento, una perdita enorme di risorse preziose. Ma non solo. I costi di smaltimento sono diventati davvero ingenti e le discariche sono sature».

E così, il ragazzo, a tu per tu con la “pietra splendente” sin da quando era piccolo, prima nella marmeria di suo nonno, poi ereditata dal papà, dopo una laurea in Economia e Finanze e vari lavori nel settore consulenziale, ha deciso di trasformare una intuizione in opportunità, partendo dal mercato che conosceva meglio di altri.