Andrea Rinaldi e Roberta Casarini ridanno vita a un edificio in via Cantarana "Travi e spazi: in architettura, come con il maiale, non si butta via nulla" .Un edificio che sceglie di essere, non di apparire. È questo il principio espresso dai professionisti del Laboratorio di Architettura (Andrea Rinaldi e Roberta Casarini), che hanno dato vita a Margherita Home, la nuova struttura ricettiva in via Cantarana che va ad arricchire l’offerta dell’ospitalità in città.
Non si tratta solo di una nuova apertura, ma di un segnale preciso: il rilancio dell’attrattività turistica di Reggio parte dal suo cuore storico, attraverso il recupero di spazi trasformati oggi in luoghi di accoglienza ad alta qualità accessibile. L’intervento su questo edificio, sobrio e quasi anonimo, rappresenta una sfida vinta: dimostrare che è possibile far incontrare eccellenza estetica e sostenibilità economica. Come spiega Emmanuella Attakora Duah, il progetto nasce da una filosofia della sottrazione, dove il ‘minimo’ diventa ‘meglio’ attraverso materiali onesti e scelte coraggiose.
Il legame con le radici è fisico, materico, "Nell’idea tipica emiliana che, come per il maiale, anche in architettura non si butta via nulla. Le travi sono diventate arredi. Le porte sono state rese scorrevoli o a mascherare gli impianti, liberando spazio e movimento, trasformandosi in elementi insieme funzionali e poetici", dicono i progettisti. Queste parole racchiudono l’essenza del luogo: le vecchie travi in rovere sono rinate come comodini e mensole grazie alla sapienza dell’artigianato locale, mentre l’artista Giuliano Melioli ha impreziosito gli spazi con opere in terracotta. È un’architettura circolare, dove il cantiere non ha consumato suolo ma ha rigenerato l’esistente, portando l’edificio da una classe energetica F alla massima efficienza della A4.










