«L’approccio delle Ogr è quello di investire e anticipare il futuro sfruttando arte, mecenatismo e progresso tecnologico. Così come accadeva in una delle epoche più floride del nostro Paese, il Rinascimento». Davide Canavesio, presidente delle Officine Grandi Riparazioni, spiega così la rivoluzione in corso nel polo dell’innovazione di corso Castelfidardo 22. Innovazione è la parola chiave. Affiancata a un’altra: «L’internazionalizzazione - aggiunge Canavesio - che è già realtà». E per crescere, le Ogr introducono due nuovi ponti con l’estero. Primo: la partnership con Mind The Bridge, piattaforma che guida oltre 10mila start up nel mondo dalla sede di San Francisco, per lanciare nel futuro le imprese che nascono nella «cattedrale» del passato industriale torinese. Secondo: la nuova collaborazione con la Tate Modern di Londra per una mostra d’arte. Lì dove un tempo centinaia di operai riparavano i treni, oggi si guarda al futuro tra cultura e sviluppo tecnologico. L’occasione è la presentazione del palinsesto di attività ed eventi del prossimo anno. E i numeri, guardando agli ultimi 12 mesi, sono da record: le Ogr, dall’autunno del 2024 a oggi, hanno accolto oltre 440 incontri, 133 mila visitatori, 15 mila studenti. E, soprattutto, hanno sostenuto 170 imprese. Il futuro? Cultura. Innovazione. Arte. Tecnologia. E ovviamente l’AI, visto che le Ogr sono sede dell’Istituto di Intelligenza Artificiale per l’Industria presieduto da Fabio Pammolli. Che dice: «Ci saranno e ci sono grandi player in tutto il mondo, ma l’Italia è pronta a fare la sua parte». Per questo Torino sarà protagonista con il primo forum nazionale sull’AI per l’industria in programma il prossimo 20 febbraio. Proprio alle Ogr.
Rinascimento Ogr
Dalla partnership con la Tate Modern di Londra a quella con la californiana Mind The Bridge per far crescere le start up. Il nuovo vestito delle Officine Grand…






