Ravenna, 2 giugno 2026 – Riccardo Muti lo aveva promesso lo scorso anno, alla prima edizione: “Visto il successo anche inaspettato, stiamo pensando che forse potremmo continuare anche il prossimo anno”, aveva detto. E così è stato. Ieri e oggi al Pala De André di Ravenna si sono dati appuntamento 3546 coristi di tutte le regioni italiane per la seconda edizione di “Cantare amantis est”, la straordinaria 'chiamata alle arti' del Maestro nell'ambito di Ravenna Festival, un invito a cantare insieme e a condividere un momento di comunità nella bellezza della musica. Alla prima edizione avevano risposto in 3116, quest'anno sono stati ancor di più: 459 cori (professionali o amatoriali), 696 coristi individuali, 116 voci bianche. “Qui si vede l'Italia vera, e questa è la dimostrazione che in questo Paese c'è un humus, un fondamento che fa ben sperare per il futuro. E siete voi”, ha detto il Maestro.
La masterclass con il Maestro Riccardo Muti
Nella sua masterclass, Riccardo Muti ha voluto studiare con i coristi alcune pagine di ispirazione sacra e spirituale, in onore di don Giovanni Minzoni, il parroco di Argenta che nel 1923 rimase vittima della violenza fascista e oggi è in via di beatificazione: l' “Ave Verum Corpus” di Mozart, “Casta Diva” di Vincenzo Bellini dalla “Norma”, il coro a cappella dalla “Messa da Requiem” di Verdi e il prologo dal “Mefistofele” di Boito.







