Doccia fredda dall’Eurostat. Secondo le stime preliminari dell’istituto di statistica europeo pubblicate oggi, martedì 2 giugno, l’inflazione annuale nell’area euro dovrebbe attestarsi al 3,2% a maggio, in aumento rispetto al 3% registrato il mese precedente. Si tratta del livello più elevato da settembre 2023 (4,3%). Ed è lo specchio delle pressioni sui prezzi frutto della crisi nel Golfo Persico che va avanti da tre mesi a questa parte. La spinta all’insù dell’inflazione rafforza così le attese di un imminente rialzo dei tassi d’interesse da parte della Banca centrale europea. Andando a snocciolare le componenti principali dell’indice, l’energia è il motore principale dell’incremento: il tasso annuo a maggio è superiore del 10,9%, +0,1% rispetto ad aprile. L’indicatore dei servizi è salito al 3,5% dal 3% del mese precedente.
Inflazione di maggio 2026
Inflazione Paese per Paese E quello di cibo, tabacco e alcolici è passato dal 2,2% di aprile al 2,4% di maggio. A riprova del fatto che l’onda dello shock sui prezzi si sta allargando anche sui beni non energetici. Per questo, Isabel Schnabel, componente del comitato esecutivo della Bce, ha ammonito che «non possiamo più guardare oltre» come se la crisi fosse temporanea. Una presa di posizione in attesa dell’11 giugno, data cerchiata sul calendario per capire la mossa definitiva di Francoforte sui tassi d’interesse. Vanno però fatti dei distinguo tra i singoli Paesi. In Germania l’inflazione annua scende dello 0,2% (dai 2,9% di aprile). In Francia cresce al 2,8% (+0,3% rispetto al mese precedente), in Italia si parla del 3,3%. Mentre in Grecia e Lituania si supera il tetto del 5%. Dall’indagine sulle aspettative dei consumatori della Bce relativa al mese di aprile, le attese mediane di inflazione nei prossimi 12 mesi sono al 4%. Stessa cifra del tasso di inflazione percepito nell’ultimo anno.











