Suffragio universale e partecipazione femminile in PugliaUna lunga fila di donne dalle prime ore del mattino del 10 marzo 1946 con il certificato elettorale stretto al petto, come se fosse una tessera del pane, caratterizzò Cerignola, uno dei centri bracciantili più noti in tutta la Puglia e uno dei Comuni dove si tenne la prima tornata elettorale delle amministrative dopo vent’anni di dittatura e di regime podestarile. I corrispondenti delle grandi agenzie giornalistiche nazionali misero in luce la massiccia partecipazione al voto e lo stato d’animo popolare caratterizzato da una grande novità per le donne, che aspettavano con ansia e grande serietà e disciplina di entrare nei seggi, con il vestito nuovo della domenica e della festa e con figli piccoli al seguito.

La data del 10 marzo di ottant’anni fa rappresentò una data epocale per l’esercizio del diritto di voto esteso a tutti e per una straordinaria partecipazione femminile. La prima fase delle elezioni dei Consigli comunali si snodò lungo cinque settimane, sino al 7 aprile, considerate le difficoltà organizzative e i timori per l’ordine pubblico - la seconda tornata delle amministrative si tenne tra ottobre e novembre.Nei mesi e nei giorni precedenti la prova elettorale il governo di unità nazionale, rappresentativo dei partiti che costituivano il Cln, dovette affrontare gravi problemi sociali in Calabria, Sicilia e in Puglia. In quest’ultima realtà, agli inizi di marzo si assistette ad Andria, capitale contadina dell’intero Mezzogiorno, a una rivolta di disoccupati contro l’atteggiamento sprezzante della grande proprietà terriera. Il 5 e 6 marzo ci furono scontri violentissimi fra dimostranti e forza pubblica, con morti e feriti tra i dimostranti.