L'uomo è in carcere e non ha contatti con le figlie. Domani madre e compagno dal gip

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Aveva saputo della morte di sua figlia in carcere, dove è recluso per motivi che non hanno nulla a che fare con la tragedia della piccola, morta a due anni lo scorso febbraio a Bordighera per i maltrattamenti subiti dalla madre e dal compagno di lei.Ed ora Maurizio Rao, il padre di Beatrice, vorrebbe riabbracciare le sue due sorelle, di 7 e 9 anni, o almeno parlare con loro. La più grande è stata decisiva per le indagini che hanno portato dietro le sbarre la mamma Manuela e Emanuele Iannuzzi, l'uomo con cui stava da qualche tempo e che è stato arrestato sabato anche per quello che gli investigatori hanno trovato nel suo telefonino. È da otto mesi che Rao non ha più contatti con le sue figlie. Le notizie le sente dalla Tv in cella o parlando con il suo avvocato, Fabio Scaffidi Fonti: "Chiede costantemente delle bambine. È l'unica cosa che lo tiene in vita. Cerca disperatamente la possibilità di avere un colloquio con loro, di incontrarle o almeno sentirle telefonicamente". Domani mattina la madre della piccola Beatrice e il compagno saranno davanti al gip per l'interrogatorio di garanzia, lui nel carcere di Imperia, lei in quello di Torino. Devono rispondere tutti e due di maltrattamenti pluriaggravati conseguenza della morte della bambina, più grave dell'omicidio preterintenzionale contestato in un primo momento alla donna: secondo gli investigatori la morte della piccola è arrivata dopo una lunga sequenza di violenze e vessazioni. Una settimana fa i due si erano incontrati in Tribunale per l'udienza di affidamento delle sorelle di Beatrice e Aiello aveva ribadito di non aver mai toccato le sue figlie. I magistrati credono invece che sia responsabile quanto Iannuzzi per quello che è accaduto alla bimba. Nell'ordinanza di custodia cautelare emessa nei confronti dell'uomo la Procura ha ravvisato indizi gravissimi che fotografano un quadro di sevizie subite dalla bambina, morta per un grave trauma cranico causato probabilmente da un oggetto contundente, che ha innescato una emorragia cerebrale fatale. Dopo essere stata brutalmente picchiata Beatrice non sarebbe stata soccorsa.