Dopo il caso di rabbia canina scoperto a Vittorio Veneto le raccomandazioni del presidente Marco Melosi. La clinica veterinaria che ha intuito la malattia: un lavoro di squadra. Sotto osservazione 41 persone, obbligo di vaccinazione per olgtre 5mila animali. Eposto in procura dell’Ulss

Vittorio Veneto (Treviso), 2 giugno 2026 – Cani importati in Italia dal Marocco. Dopo il caso di rabbia a Vittorio Veneto (Treviso), l’Anmvi (Associazione nazionale medici veterinari italiani) ieri si è raccomandata: “Non adottare cani e gatti da Paesi dove zoonosi letali come la rabbia sono endemiche”. Ha ricordato che “è sempre necessario eseguire le profilassi veterinarie in caso di viaggi ed è bene informarsi sempre sullo stato sanitario del Paese in cui si viaggia”.

Rabbia a Vittorio Veneto, la denuncia e i numeri

L’Ulss 2 di Treviso ha presentato un esposto in procura. Chiede un’indagine per fare chiarezza su una vicenda che ha messo a rischio di vita persone e animali. Intanto è scattato l’obbligo vaccinale per migliaia di cani e gatti; 10 sono sotto osservazione assieme a 41 persone.

Il monitoraggio in tutta Italia dovrà durare sei mesi, come ha spiegato a Quotidiano Nazionale Paola De Benedictis, direttrice del Centro nazionale di referenza dell’Istituto zooprofilattico delle Venezie.