VITTORIO VENETO - Trenta persone sottoposte a profilassi, 4.400 cani e 900 gatti da vaccinare - tutti quelli di Vittorio Veneto - più 6 cani in isolamento per 6 mesi nel canile sanitario di Ponzano. Sono gli effetti dell’allarme rabbia esploso a Vittorio Veneto. Una malattia potenzialmente letale anche per gli uomini: senza profilassi, il virus invade il sistema nervoso e porta a un’encefalite.

Tutto è partito dal cane di una donna di San Giacomo di Veglia, illegalmente importato dal Marocco, risultato positivo al virus. Negli ultimi giorni il suo sistema nervoso era andato in tilt. Dopo aver morso la proprietaria, nella notte tra martedì e mercoledì è stato sottoposto a eutanasia in una clinica veterinaria. «Era in condizioni estremamente gravi», spiega Eliana Schiavon, direttrice del servizio veterinario dell’Usl della Marca. Le analisi dell’Istituto zooprofilattico sperimentale delle Venezie hanno poi confermato la presenza del virus. Sedute di chemioterapia con il proprio animalie l'Usl lancia la raccolta fondi IL TRACCIAMENTO L’Usl ha subito attivato le misure di prevenzione per scongiurare il rischio di un focolaio. Con le indagini epidemiologiche sono state rintracciate 30 persone entrate in stretto contatto con il cane nelle 2 settimane precedenti l’eutanasia (il periodo a rischio per i contagi): per tutti è scattata la vaccinazione (compreso il personale della clinica), e per 22 tra queste c’è stata anche la somministrazione di immunoglobuline. «I possibili contatti sono stati tutti presi in carico», assicura Erminio Bonsembiante, direttore del Servizio igiene e sanità pubblica dell’Usl. Parallelamente sono stati istituiti due numeri di telefono per domande e dubbi: 336.231711 (quesiti veterinari) e 333.3360572 (quesiti medici). Cane denutrito e malato, il padrone finge che sia un randagio ma viene denunciato per maltrattamenti: come sta il cucciolo GLI ALTRI ANIMALI La rabbia non si trasmette da uomo a uomo. Passa attraverso il morso o la saliva di un cane infetto su una ferita. Ma ora va azzerato il rischio di contagi anche tra gli animali. Per questo Mirella Balliana, sindaco di Vittorio Veneto, ha timbrato un’ordinanza che obbliga tutti i proprietari di cani e gatti a farli identificare e a vaccinarli contro la rabbia entro 15 giorni (per i cuccioli il termine è entro 15 giorni dal compimento del terzo mese). I cittadini devono rivolgersi al proprio veterinario, a proprie spese. Mentre per i gatti delle colonie l’attività verrà portata avanti dall’Usl. Non solo. A Vittorio Veneto diventano obbligatori anche guinzaglio e museruola: «Fino a 21 giorni dopo l'inoculazione, i cani devono essere condotti nei luoghi pubblici al guinzaglio corto (massimo 1,5 metri) e muniti di museruola; i gatti devono essere mantenuti, per quanto possibile, dentro le abitazioni private». «Il virus non si trasmette da uomo a uomo - specifica Paola De Benedictis, responsabile del Centro di referenza nazionale per la rabbia - si trasmette facilmente da cane a cane, e meno in altre specie». Altri animali positivi, però, potrebbero mettere a rischio le persone. Ecco perché si cerca di chiudere il cerchio il più velocemente possibile. «L’identificazione del virus ci dà la certezza che il cane si è infettato in Marocco - evidenzia Antonia Ricci, direttrice dell'Istituto zooprofilattico - non c’è allarme per la salute delle persone: la profilassi è sicura e fa sì che non si ammaleranno. Ma abbiamo bisogno di sapere se altri cani nei 10 giorni precedenti al 25 maggio sono venuti a stretto contatto col cane, non se hanno frequentato lo stesso parco ma se hanno giocato in modo diretto con lui».