Un cane randagio prelevato in Marocco e introdotto illegalmente in Italia è risultato affetto da rabbia dopo essere giunto a Vittorio Veneto. L'animale, in condizioni cliniche gravissime, è stato sottoposto a eutanasia e la diagnosi è stata confermata dall'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. Il caso ha fatto scattare un piano straordinario di prevenzione e riacceso il dibattito sui controlli agli ingressi degli animali nell'Unione Europea.

Il caso che ha fatto scattare l'emergenza sanitaria

Un cane meticcio proveniente dal Marocco e introdotto illegalmente in Italia è risultato positivo alla rabbia, una delle zoonosi più pericolose e letali conosciute. L'animale viveva con una donna residente a San Giacomo di Veglia, nel comune di Vittorio Veneto, quando una clinica veterinaria ha individuato la malattia.

Le successive verifiche hanno permesso di ricostruire la storia del cane: si trattava di un randagio recuperato durante un viaggio in Marocco da un familiare della proprietaria e successivamente portato in Italia senza rispettare le procedure previste dalla normativa sanitaria.

Considerata la gravità del quadro clinico e il potenziale rischio per la salute pubblica, il cane è stato sottoposto ad eutanasia. L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie ha poi confermato sia la diagnosi di rabbia sia l'origine del ceppo virale.