AMENDOLARA (COSENZA). «Nella piana di Metaponto la situazione è molto critica». A parlare è Vincenzo Pellegrino, segretario Flai Cgil della Basilicata. Racconta che, al momento, in questa zona i lavoratori migranti sono già 5mila. Nel cuore della stagione estiva il numero raddoppierà. Per loro nessuna tutela e lo sfruttamento dei caporali. In che condizioni lavorano? «Assolutamente precarie. Coltivano agrumi, ortaggi, verdure e fragole. Spesso lavorano nei vivai, tutto il giorno, con la schiena piegata. Quando hanno dei contratti, in genere, vengono fatti dagli stessi caporali. Sono loro che hanno in mano tutte le carte, i braccianti molto spesso non sanno nulla di come funziona. Sanno soltanto di dover dare loro una parte della misera paga. La presenza di caporali è diventata una routine perché non c’è la mediazione dei centri per l’impiego. I lavoratori vengono avvicinati dai caporali che, a volte, sono gli stessi connazionali. A loro si rivolgono direttamente i datori di lavoro in cerca di manodopera». Ai braccianti cosa resta? «La giornata in agricoltura dovrebbe essere di 6 ore e 40. Sulla carta, con un compenso di 60 euro. Ma, quando va bene, rimane poco più della metà. Parliamo di 40 euro, anche per 12 ore nei campi. In quei casi la paga aumenta per i caporali, ma non per loro. Il compenso è onnicomprensivo di una serie di servizi che vanno dal trasporto nei campi all’affitto negli insediamenti abusivi dove purtroppo vivono. Si tratta di case abbandonate dove vengono ammassati. In una sola stanza possono abitare anche in dieci. Pagano per vivere in alloggi fatiscenti. E anche per un servizio mensa. Ovviamente anche questo viene decurtato dalla loro paga. Parliamo di acqua e un piatto di legumi appena». E i controlli? «Abbiamo grandi difficoltà a far rispettare i contratti. Se il governo non interviene in maniera decisa, noi possiamo fare ben poco. Servono monitoraggi costanti e il superamento dei ghetti. Per questa piaga si attendeva l’intervento del Pnrr, ma nulla è stato fatto. Si presuppone che su 20 mila lavoratori agricoli del Metapontino, la metà sia a rischio sfruttamento. Qui ci sono soprattutto indiani e pakistani. In genere i primi sono braccianti, gli altri caporali. Registriamo anche una piccola presenza di ragazzi africani».
Il sindacalista: “Metapontino ostaggio dei caporali, qui lavorano almeno 10mila schiavi”
Parla Vincenzo Pellegrino, segretario Flai Cgil Basilicata: “Guadagnano al massimo 40 euro per dodici ore di lavoro nei campi”















